Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/84

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CANTI Pur sento in me rivivere gl’inganni aperti e noti; e de’ suoi proprii moti si maraviglia il sen. Da te, mio cor, quest’ultimo spirto, e l’ardor natio, ogni conforto mio solo da te mi vien. Mancano, il sento, all’anima alta, gentile e pura, la sorte, la natura, il mondo e la beltà. Ma se tu vivi, o misero, se non concedi al fato, non chiamerò spietato chi lo spirar mi dà.