Pagina:Leopardi - Canti, Piatti, Firenze 1831.djvu/154

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
148 canto xxi.


65Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
E perir da la terra, e venir meno
Ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
70Il perchè de le cose, e vedi il frutto
Del mattin, de la sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
75A chi giovi l’ardore, e che procacci
Il verno co’ suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
Che son celate al semplice pastore.
Spesso quand’io ti miro
80Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano al ciel confina;
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro in ciel arder le stelle;
85Questi pensieri in mente
Vo rivolgendo, assai gran tempo, e dico:
A che tante facelle?
Che fa l’aria infinita, e quel profondo
Infinito seren? che vuol dir questa