Pagina:Leopardi - Operette morali, Chiarini, 1870.djvu/44

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CHIARINI


Eugenia, fuggito la casa paterna e lasciato la famiglia nel lutto per desiderio di servire a Dio in vita di contemplazione; io domando a voi, che ne sarebbe della nostra presente civiltà, anzi pure dell'umano consorzio? Non che giovare, nocque e nuoce moltissimo quella virtù del pentimento tanto raccomandata dalla religione cattolica, per la quale viene rimessa qualsiasi colpa a chi ne provi sincero dolore, e basta un atto di contrizione fatto prima di morire a purgare di ogni macchia la vita più scellerata. Egli è vero che non è di tutti un sincero pentirsi, al quale dee necessariamente tener dietro la ferma volontà di ben fare; ed è altresì vero che la morte può giungere improvvisa il peccatore: ma le menti volgari, e sono le più, non fanno troppo sottili distinzioni, guardano le cose un po' grossamente, e si fidano al tempo. — Per oggi facciamo questo male che ci giova; domani ci pentiremo: chi che s'ha per l'appunto a morire oggi, e senza aver tempo di ricorrere a Dio?— Il maggior numero, che per mancanza di coltura intellettuale si lascia più facilmente guidare alle idee religiose, e non e vede che la scorza, se non fa sempre questo ragionamento, quasi sempre si conduce come se lo facesse. Chi ha praticato gli uomini avrà fatto più d'una volta esperienza di ciò. Io non ho poi bisogno, ragionando con voi, di toccare dei sagrifizi umani che in alcune età furono graditi alle religioni, delle orribili guerre che queste suscitarono, di tanto sangue che fu sparso, di tante infamie che furono commesse dal fanatismo religioso e dalla superstizione.

Giobertiano
Io non veggo ancora dove vogliate riuscire col vostro ragionamento: ma permettete che v'interrompa con una osservazione. Da questi ed altri danni, che io non nego esser stati prodotti dalle religioni, non è giusto