Pagina:Leopardi - Operette morali, Chiarini, 1870.djvu/50

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CHIARINI


è pur tutto ciò che la natura vi dà; ma se ad alcuno fosse intollerabile, quegli si consoli col pensiero che la natura gli offre altresì il modo di fuggirla, e che a breve andare la vita fugge gli uomini essa stessa da sè. Chi vuol vivere, cerchi pertanto di trarre dalla vita il miglior profitto che gli è concesso; fugga il male e il dolore e tutto ciò che può turbargli la quiete dell'animo. Al quale intento giungerà per una sola via, che è la virtù: e la virtù rispetto ai legami che stringono fra loro gli uomini raccolti in società, non è altro che un savio amore di sè. Io mi ricordo di avere, ancora giovanissimo, e prima che leggessi gli scritti del Leopardi, fatta più volte questa considerazione. Se tutti gli uomini indirizzassero tutte le azioni loro al bene de' loro simili in generale, ed in particolare di quella parte di persone fra le quali vivono, e più particolarmente ancora di ciascuna di quelle colle quali hanno più stretti commerci di interessi, di parentela, d'uffici; se in somma ciascun uomo cercasse il suo bene nel bene altrui; da ciò solo deriverebbe la miglior condizione possibile di vita al genere umano; e sarebbe temperata, non accresciuta, dall'opera sua la necessaria infelicità destinatagli da natura. Nel mondo, com'è oggi, signoreggiano e fra loro contendono le più brutte passioni, talora a viso scoperto, il più delle volte mentendo l'aspetto delle virtù. La vita umana, dice il Leopardi, e fu detto da altri prima e dopo di lui, è una lotta, nella quale tutti combattiamo l'uno contro l'altro, fino all'ultimo fiato, senza tregua, senza patto, senza quartiere, insultando e calpestando chiunque ne ceda anche per un momento. E le armi più usate in questa guerra sono la frode, la calunnia, l'ipocrisia. Deriva da ciò che gli uomini sono oggi vittime, domani