Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/114

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4 — 50 — FAR. Tu mi puoi meglio ammazzare, che non io con¬ tentarti di quello che tu domandi. Mal. Dunque ritorna tu col mal anno, e venga Bel¬ zebù in persona. 5 Far. Se anco viene Belzebù con tutta la Giudecca e tutte le Bolge, non potrà farti felice né te né altri della tua specie, più che abbia potuto io. MAL. Né anche per un momento solo ? FAR. Tanto è possibile per un momento, anzi per la 10 metà di un momento, e per la millesima parte ; quanto per tutta la vita. MAL. Ma non potendo farmi felice in nessuna maniera, ti basta l’animo almeno di liberarmi dall’infelicità? FAR. Se tu puoi fare di non amarti supremamente. 15 MAL. Cotesto lo potrò dopo morto. FAR. Ma in vita non lo può nessun animale: perché la vostra natura vi comporterebbe prima qualunque altra cosa, che questa. Mal. Così è. 20 FAR. Dunque, amandoti necessariamente del maggiore amore che tu sei capace, necessariamente desideri il più che puoi la felicità propria ; e non potendo mai di gran lunga essere soddisfatto di questo tuo desiderio, che è 4 e 5 AMF Belzebubbe — 10 A momento e — parte, — 13 dalla — 15 AMF Queito — 16 A animale, — 18 A co»a che — 22 A propria, 1 Tu potrai m. ammazzarmi — di questo che tu [di questa, della tua domanda, rogliaj — 7 quello che ho potuto io — 12 MAL. Ma non potendo in nettuna [te io non potto per niuna] maniera essere (elice, potrò fare almeno di non essere infelice? FAR. Se tu puoi fare di non amarti supremamente [»opra ogni cosa], MAL. Coletto lo pollò dopo morto, né uomo alcuno né altro qualunque [qualsivoglia altro] animale lo potrà mai (are [potrà (are) mentre che [finché] si rire, perché fa nosira natura ci comporterà [comporterebbe] prima qualunque allra coaa che questa — 19 Vero — 21-2 in supremo grado [sopra ogni cosa] la tua felicità