Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/122

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1 — 58 — alla beatitudine, anzi tira violentemente all* infelicità. Né pure alla stessa gloria è credibile che mi conduca innanzi alla morte; sopraggiunta la quale, che utile o che diletto mi potrà pervenire dai maggiori beni del mondo ? E per 5 ultimo, può facilmente accadere, come tu dici, che questa si ritrosa gloria, prezzo di tanta infelicità, non mi venga ottenuta im maniera alcuna, eziandio dopo la morte. Di modo che dalle tue stesse parole io conchiudo che tu, in luogo di amarmi singolarmente, coma affermavi a principio, 10 mi abbi piuttosto in ira e malevolenza maggiore che non mi avranno gli uomini e la fortuna mentre sarò nel mondo ; poiché non hai dubitato di farmi cosi calamitoso dono come è cotesta eccellenza che tu mi vanti. La quale sarà 1* uno dei principali ostacoli che mi vieteranno di giungere al mio 15 solo intento, cioè alla beatitudine. NAT. Figliuola mia, tutte le anime degli uomini, come io ti diceva, sono assegnate in preda all’ infelicità, senza mia colpa. Ma nell' universale miseria della condizione umana, è nell’ infinita vanità di ogni suo diletto e vantaggio, la gloria 20 e giudicata dalla miglior parte degli uomini il maggior bene che sia concesso ai mortali, e il più degno oggetto che questi possano proporre alle cure e alle azioni loro. Onde, non per odio, ma per vera e speciale benevolenza che ti avea posta, io deliberai di prestarti al conseguimento di 25 questo fine tutti i sussidi che erano in mio potere. I AMF «Ila — Il A mondo, — 13 AMF questa — 17 AMF all — 18 AMF nella — 19 AMF nella I mena [guida] dirittamente — 5 accadere, che — 7 né anche — 10 m* abbi — 13 vanti e II retto del capoverio mancava — I 5 cioè a dir la [che è la] — 18-19 umana, la gloria — 20 da un grandissimo numero di sapienti — 21 possa avvenire ai — 22 proporre alle cupidità ed azioni — 24 posta, deliberai