Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/37

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nieri, il socratico, che «spesso, come Socrate, s’intratteneva una buona parte del giorno ragionando filosoficamente ora con uno ora con altro, e massime con alcuni suoi familiari, sopra qualunque materia gli era somministrata dall’occasione». E per tal modo filosofava sempre, non per farne trattati (che, al pari di Socrate, non credeva giovasse mettere la filosofia in iscritto e irrigidirla in formule che non risponderanno più ai mutevoli bisogni dell’animo), ma per intendere senza pregiudizi e senza illusioni la vita, e adattarvisi da saggio, senza vane querimonie: come aveva detto Spinoza: non ridere, non lugere, neque detestari, sed intelligere. Questo l’ideale dell’Ottonieri, che vivrà ozioso e disutile, e morrà senza fama, ma «non ignaro della natura nè della fortuna sua». E con la sua pacata magnanimità e la sua bonaria ironia rinnoverà l’immagine di Socrate, anche in questa modesta, anzi umile coscienza del sapere, e quindi, per lui, del potere umano. L’Ottonieri vuol essere quasi la filosofia delle Operette fatta vita e persona.
 Ma, oltre la filosofia, non v’è altro rimedio alla noia? Sì: c’è la rupe di Leucade. Ce lo insegna Cristoforo Colombo, in una bella notte vegliata sull’oceano sterminato e inesplorato col fido Gutierrez, confidando all’amico che anche in lui vacilla la fede e che, in verità, «ha posto la vita sua e de’ compagni sul fondamento d’una semplice opinione speculativa» che può fallirgli. Ma, «quando altro frutto non venga da questa navigazione, a me pare che ella ci sia profittevolissima in quanto che per un tempo essa ci tiene liberi dalla noia, ci fa cara la vita, ci fa pregevoli molte cose, che altrimenti non avremmo in considerazione. Scrivono gli antichi, come avrai letto o udito, che gli amanti infelici, gittandosi dal sasso di Santa Maura (che allora si diceva di Leucade) giù nella marina, e scampandone; restavano per grazia di Apollo, liberi dalla passione amorosa. Io non so se egli si debba credere che ottenessero questo effetto; ma so bene che, usciti di quel pericolo, avranno per un poco di tempo, anco senza il favore di Apollo, avuto cara la vita, che prima avevano in odio; o pure avuta più cara e più pregiata che innanzi. Ciascuna navigazione è, per giudizio mio, quasi un