Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/50

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I. PUERILI 27 Un vecchio, al suo baston quando s’appoggia, ruga, s’inquieta e nessun lascia in pace, volta per ogni parte e in ogni foggia le crocchie, e tutto vuol coinè a lui piace; di colpi spesso fa cader gran pioggia sopra un ragazzo inerme, e mai non tace. Vedi dunque se può l’istesso aspetto darsi a un vecchio sciancato e a un giovinetto. 2S Benché per fodrar gli occhi di prosciutto mostrar si debba ogni atto in sulla scena, far non si può che per più duolo e lutto d’un reo si veda la dogliosa pena, poiché ciò si faria senza alcun frutto; e, se vuol Pantalone andare a cena, non deesi già pubblicamente il collo tirare a un gallinaccio oppure a un pollo. 29 Bastan cinqu’ atti, se non fosse troppo; poiché, se tanto lunga è una tragedia, fugge ognun dal teatro di galoppo per quivi non morir di pura inedia; non comparisca un dio, se un qualche intoppo non vi è che senza lui non si rimedia; il coro poi dee favorire i buoni e fuggir dai superbi e dai poltroni. 30 Non, come adesso, in pria s’udiva il suono di quella dolce armoniosa tromba, che simile, scoppiando a un grosso tuono, per i vuoti sedili alto rimbomba, né stabilito avea l’odioso trono si gran licenza; e come un colomba bianca de’ recitanti era la vesta, che per esser si lunga or si calpesta.