Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/66

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60 i. puerili

l'implacabil destin, la cruda sorte;
ma non cadde Pompeo! Ne frema il fiero,
scellerato oppressor, Pompeo non cadde;
140no, non fu vinto il suo valor dall'armi:
ei spira ancor, forse a suo danno un giorno
esso il vedrà fra cento squadre e cento
schernire il suo furor, di sangue sparso
aprirsi a Roma il varco, e sulle estinte
145salme di mille e mille empi ribelli
di vittoria innalzar lieto il trofeo.
Qui son frattanto a te dinnanzi, io cerco
un asilo in Egitto. Odioso, io spero,
ciò non ti fia: supplice qua non sono,
150non imploro mercé; no, non paventa
Pompeo di morte il si temuto aspetto:
sol per la patria io vivo, e questo braccio
sol per la patria pugnerà; tranquillo
tra i perigli n'andrò; se me rigetti,
155no, pregar non saprò. Sdegna un romano
le meste grida e i sconsolati pianti.
Tra i nemici n'andrò, sol contro l'urto
di mille schiere ad affrontar la morte,
se da te mi discacci.


Tolomeo.


                                             Amico, invano
160fingi in me tal viltà. Resti Pompeo;
ubbidisca a' suoi cenni ognor l'Egitto:
è tale il mio voler, tal la mercede,
che a' benefici tuoi rende il mio regno.
No, che sol di Quirin tra l'alte mura
165non fa il valore e la virtù dimora;
no, che non vede solo il Tebro altèro
nascer gli eroi; del Nilo ancor la riva
di alcun romano per valore è madre.
Tu fra poco il vedrai. No, non ignora