Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/96

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90 I. PUERILI POMPEO. 925 Ah no, fermate. È a questo suol dovuto il mio sangue, o guerrier, di pace, ah! fosse cotesto il mediatori Vana difesa sdegno, e non curo... Ah! il prence egizio adunque getta la spada deludermi cosi... No, Tolomeo 930 mentir non sa, viva in Egitto io lascio la fede, la virtù: deh, possa il cielo del sangue mio non ricercar vendetta. Le guardie, secondate da Achilia, spingono con impeto Pompeo dentro la scena ove esse pure l’accompagnano, e s’ode da quella parte uno stre¬ pito d’armi e un dibattimento di spade. SCENA OTTAVA Trofane e Teodoto. TEOFANE. Implacabil destin, vincesti alfine! Aimè!... qual giorno!... il roman duce al suolo 935 dunque cadrà da infida man trafitto! Ed io pur son qui neghittoso, e in tanto periglio il duce abbandonar m’ è forza? Sventurato Pompeo! Roma infelice! Eh, qual tra queste ingannatrici mura 940 sperar salute io posso?... Ah! tronchi alfine questa spada i miei di... Si muora ! Io cedo al fato avverso ornai; deh sorga, o numi, alcun vendicator dal sangue mio. Si uccide entrando con impeto dentro la scena.