Pagina:Lettera pastorale per la Quaresima 1912 (Signori).djvu/13

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uomini, ma studiamo le pedate del nostro celeste Capitano e seguiamolo caminando sulla via che Egli ci ha insegnata e sulla quale ci precede; ricordandoci che chi segue altra via cammina nelle tenebre e non sa dove vada; laddove sulla via di Cristo cammina sicuro. Andiamo dietro a questo lume della vita, il quale con le sublimi virtù e più che tutto colla passione e morte sua ci ha trasportato dal regno delle tenebre a quello della ammirabile sua luce, affinchè liberi dal peccato e fatti servi della giustizia e della verità, come figli della luce, camminiamo sul sentiero di Dio fino a raggiungerlo là dove Egli ci aspetta per premiare la nostra fedeltà, farci riposare della fatica, sebben dolce, di avere seguito Gesù sulla strada del Calvario e coronarci su quel trono di gloria preparato fino dalla eternità a quelli che egli ha predestinato a farsi conformi alla imagine del Figliuolo suo Gesù Cristo.

Le opere che Gəsù Cristo ha compiute, i miracoli che ha operati, gli insegnamenti che ci ha lasciati, gli esempi di virtù che ci ha dati costituiscono o VV. FF. e FF. DD. quel genere di vita degno dell’uomo, che dev’essere abbracciato da ogni cristiano e che ha già raccolto, a traverso venti secoli, quelle innumerevoli moltitudini di discepoli di ogni paese, età e condizione, che si chiamano i seguaci di Cristo, i cristiani. Quest’opera, che è il cristianesimo, è stata studiata dagli amici e dai nemici e sì gli uni che gli altri convennero nel proclamare che mai nulla apparve al mondo di così grande, sapiente, virtuoso e benefico come Gesù Cristo, niuna dottrina essere paragonabile alla sua, nessuna morale così pura, nessuna fede così invitta, nessuna virtù così sublime, nessuna istituzione così benefica. Eppure noi viviamo in un’età in cui più che mai si vuole distruggere il cristianesimo; si vuol togliere dall’individuo, dalla famiglia e dalla società Gesù Cristo. Dalla