Pagina:Lettere autografe Colombo.djvu/20

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xvi avvertenza ecc.

sicure, dotte rettificazioni, osservazioni delicate. A capo al libro è una nota di mano di Washington Irving. Vide poi il Latour quello scartafaccio scritto di mano di Colombo di tutte le profezie ch’egli aveva raccolto dalle Sacre Scritture e dagli autori profani intorno alla scoperta ch’egli volgeva nell’animo.

Notevole è questo attenersi dei nuovi edificatori agli addentellati del passato, e specialmente alla parola, che l’avvenire più che l’autorità erge ed illumina a profezia. Nel medio evo non bastarono più i passi, per quanto talora fossero stiracchiati, delle sacre carte, già raccolti dagli evangelisti per chiarire la missione di Cristo, che non aveva bisogno di tali aiuti, ma si misero a sacco tutti i libri e tutti i vaneggiamenti profani dell’antichità. Così Colombo afferrò i presagj degli antichi, ovecchè gli venissero a mano; e ne avvalorò l’idea della sua missione, e forse abbagliarono assai più certi suoi avversarj che le sue induzioni e ragioni non li convincessero.

E Fernando Colombo notava in margine a quel passo di Seneca il tragico, che presagiva un nuovo mondo, che questa profezia era stata compita dal padre il 12 ottobre 1492. Non veni solvere, sed adimplere.


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