Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/24

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

nell’alma roma 17

momento della noia più esasperante? Ah che tutti, nell’amore, nell’amicizia, nella filialità e persino, persino nella maternità, in questo sentimento che è il solo a esser rinforzato da un istinto securo e duraturo, tutti, uomini, donne, amanti, mogli, madri, innamorati, tutti abbiamo sentito quella cosa orrenda, che è l’odio della persona amata! Quante volte, ditelo tutti, osate tutti di confessare la verità, quante volte la bocca che continua a sorridere alla persona amata, rattiene a stento il fiume d’ingiurie che ne sgorgherebbe, ingiurie ingiuste, inique, infami, ma che salgono alle labbra dalle profondità più inesplorate e paurose dell’anima! Quante volte dietro una bianca fronte tranquilla, sovra cui non una ruga appare, fluttua, nei giri di un pensiero nato non si sa come, fluttua, bizzarra, perversa, malvagia, una intenzione cruenta! È la schiava che, a un tratto, si accorge che essa è coronata di rose, ma che ha un anello di oro, al piede; è l’anima che si è saputa sempre libera, e che si sente presa. È lo schiavo che suona delicatamente la cetra per rallegrare il festino, ma che impallidisce al pensiero della