Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/26

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nell’alma roma 19

gio è un atto di libertà? Per sei settimane o per sei mesi, la creatura umana rompe, o le pare di rompere le sue catene: con impetuosa gioia, ove trionfa la ferocia della ribellione, essa abbandona quello che amava, un essere vivente o un dovere, una passione o una consuetudine: con voluttà spirituale trapassa, di paese in paese, nei treni rapidissimi, nei piroscafi, di albergo in albergo, di ritrovo in ritrovo, libera, sola, sola e libera: e, per poco, ricorda: e dopo poco, dimentica: ed è un altra creatura; e le sue ferite si rimarginano: e il suo cuore si guarisce e la sua anima gode della libertà e della solitudine, come dei due beni più preziosi concessigli dalla volontà divina. Lontano, qualcuno soffre, è triste, è pensoso: lontano, qualche cosa si sgretola, cade, va in frantumi. Che importa! L’anima umana s’inebria di sè stessa, in latitudini lontane, in contemplazioni solinghe, in vaste e mute partecipazioni a spettacoli impensati e magnifici.