Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/353

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346 lettere d’una viaggiatrice

dei pedoni interpellavano gaiamente quelli che passavano in vettura. La sera saliva, saliva; il bosco che, a poco a poco, noi lasciavamo dietro noi, riprendeva la sua gran pace naturale, che più profonda sarebbe stata, più tardi sotto la pia luce, altissima, delle imminenti stelle; innanzi a noi, già brillavano le prime fiammelle della città, mentre l’Arco della Stella, fra le viole del crepuscolo acquistava qualche cosa d’immateriale, di aereo. E tutto ciò che è accaduto, già diventa, una visione, vibrante nella fantasia: già entra nel dominio del sogno. Sogno dove tutte le seducenti parvenze si danno la mano, il fascino del femminile eterno e la gioia di un popolo, la beltà delle cose e la forza di un’idea...