Pagina:Lettere d'una viaggiatrice - Serao, 1908.djvu/408

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l’orrido di busserailles 401

tanti i monti, tante le punte, tante le valli, tanti i colli, così tanti e diversi i paesaggi, che la taciturna desolazione della impotenza umana, a conoscere tutto, e a intenderne lo spirito, colpisce, sempre, il nuovo innammorato delle bianche cime. Mentre, dopo un lungo tragitto dove le misere forze sono eccitate dalla più spirituale e più amorosa curiosità, voi vi estasiate nella solitaria beltà di un paesaggio, che a nullo altro visto rassomiglia, vi è sempre chi vi dice e ha ragione di dirvelo, che vi è un posto anche più bello, anche più meraviglioso. Dove, dove? Lassù; dall’altra parte; lontano; e già l’anima si distacca, ahimè, dalla realtà presente e sogna le altre, lontane, bianchissime sommità e già arde di tale cocente desiderio, che obbligherebbe il corpo a partire immediatamente, se non fosse, il corpo, un terreno e volgare involucro, soggetto alle più profonde e mortali stanchezze.....