Pagina:Letturecommediagelli.djvu/53

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solcare i profondi e alti mari, si navicano in poca acqua il meglio ch’ei possono lungo i liti di quegli, mi vadia, senza tentare il profondo pelago della maravigliosa dottrina di questo poema, passeggiando intorno a la riva di quello; contestandomi più tosto raccor di quei piccoli nicchi e di quelle chioccioline, che egli getta a la preda, con sicurtà, che ire a cercare delle conche e delle porpore, che egli ascende nel seno del suo fondo, con pericolo. E con questa fiducia, confidatomi innanzi a ogni altra cosa nel favore e aiuto di Colui, da il quale nascono e procedono tutti i beni e tutti i doni ottimi, vengo io oggi, ascoltatori nobilissimi, arditamente e con pronto e lieto animo, a dar felice principio nell’onorato conspetto vostro a la esposizione di questo bellissimo poema di Dante, fatto e composto da lui con tanta dottrina e con tanta maravigliosa arte, che il vulgo tutto il giorno comunemente lo celebra, i mediocri ingegni a ogni ora lo lodano, e gli alti e lodati, qualunche volta e’ lo considerano, lo ammirano. Di maniera ch’e’ non sono mancati di quelli (e non sono però stati Fiorentini, che l’amore gli abbia ingannati, ma di patria più tosto emula e inimica alla nostra), che parendo loro ch’ei non abbia di gran lunga avanzati e posto loro il piede innanzi, e particolarmente a Omero ed a Virgilio, i quali sono tenuti più eccellenti degli altri, che hanno detto queste parola di lui:

Così il vulgar nobilitò costui,
Come il latin Virgilio, e il greco Omero.
Ed onorò più il suo, che il suo altrui.

Ma chi sarà quello, lasciata da parte come cosa certissima la lingua (per essere stata quella, nella quale scrisse Dante ne’ suoi tempi, nella bassezza e rozzezza che può vedere ciascuno che vuole, e quella di Omero e di Virgilio, quando eglino scrissero quasi nel colmo della bellezza e perfezione loro), che si maraviglia di tal cosa, s’ei considererà bene la materia e il soggetto del quale trattano e questi e gli altri poeti, e quello di che tratta in questa sua Comedia Dante? Scrisse Omero, primo al giudizio universale di tutti i poeti