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gli integrali definiti e le funzioni additive, ecc. |
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Infatti
è in tal caso compreso tra
e
; ciò vale
, ove
è un conveniente prunto sull'intervallo
. perciò, se
tendono ad
, allora
tende ad
.
§ 95. — Illustrazioni varie.
Abbiamo riconosciuto che la funzione additiva
, che ha la derivata continua
, coincide con
. Questo teorema si può illustrare in molti modi:
) Se p. es.
, l'area
del rettangoloide definito dall'asse delle
, dalla curva
e dalle rette
è evidentemente funzione additiva dell'intervallo
(almeno se l'area si considera positiva se
e negativa se
). Tale rettangolide è contenuto nel rettangolo che ha per base l'intervallo
dell'asse delle
e per altezza il massimo valore
di
in tale intervallo, e contiene il rettangolo di ugual base, avente per altezza il minimo valore
di
. Perciò
è compreso tra
e
, ed ha quindi
per derivata. Esso vale pertanto
. Questo ragionamento è, in altre parole, la ripetizione di considerazioni svolte da noi altrove (pag. 165).
) Se
indica la velocitò che un punto mobile
su una retta
ha all'istante
, e
indica lo spazio percorso da
, o anche la distaza
, che
ha all'istante
da un'origine fissa
, si riconosce immediatamente che
e che quindi
(spazio percorso dall'stante
all'istante
) è la funzione additiva, che ha
per derivata, e perciò vale precisamente l'integrale definito da
esteso all'intervallo
. Basta osservare che lo spazio percorso
gode delle due seguenti proprietà:
1) Se
è un intervallo di tempo, somma di due intervallini
, lo spazio percorso in
è uguale alla somma degli spazi percorsi in
e in
; cioè òo spazio percorso è funzione additiva degli intervalli di tempo.
2) Lo spazio
percorso da
nell'intervallo di tempo
è compreso tra gli spazi, che sarebbero percorsi