Pagina:Lockyer - Astronomia, 1904.djvu/71

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La Terra e i suoi movimenti. 59

54. Se ben riflettete alla definizione che abbiamo dato di una sfera, capirete che questa può considerarsi come chiusa entro infiniti circoli, quasi come un gomitolo tondo formato da un numero grandissimo di circoli che s’intrecciano svariatissimamente sulla sua superficie.

Sulla Terra tutti i circoli uguali fra loro, che passano per i poli suoi di rotazione, che hanno per conseguenza come loro diametro comune l’asse della rotazione terrestre, chiamansi meridiani1.

Se voi guardate la vôlta stellata o luminoso del firmamento, se vi immaginate un immenso circolo che passi per la stella polare (o almeno vicinissimo) e per il vostro zenit, voi avrete ideato il meridiano celeste che corrisponde in cielo al meridiano geografico in terra. Questo passa per i vostri piedi e per il polo del vostro emisfero, quello ne è il prolungamento per ogni verso e passa, come appena dicemmo per il polo celeste, e per il vostro zenit.

55. Un’altra parola, che dovremo in seguito usare, e questa vi riescira nuova, è culminazione; significa il passaggio di un astro per il vostro meridiano celeste.

Gli astri tutti, nell’intervallo di circa 12 ore, sorgono all’est, s’innalzano sull’orizzonte, salgono fino ad un certo punto, ne discendono, s’abbassano ver l’orizzonte, tramontano all’ovest; precisamente nel punto più alto di questa loro corsa apparente avviene la loro culminazione, e poichè



  1. A cagione della forma alquanto schiacciata della Terra i meridiani terrestri non sono precisamente circonferenze di circoli, ma curve ovali pochissimo diverse da circonferenze di circoli. Ciò nulla cambia alle cose che qui si vanno spiegando.