Pagina:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.1, Laterza, 1913.djvu/164

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158 iii - rime

pene chiare ed aperte
m’han tenuto e passato un lustro intero;
e sotto mille pelle e rie coverte
della mia etate il fiore70
sotto un crudel signore
ho consumato, e piú gioir non spero.
Amor, sai pure il vero
della mia intera fede,
che dovre’ di merzede75
aver dimostro almen pur qualche segno;
or son sí presso al regno
di quella, qual fuggir foll’è chi crede,
che, essendo il resto di mia vita lieto,
quant’esser può, non pagherá l’addrieto.80
     Canzon mia, teco i tuoi lamenti serba,
e nostra doglia acerba
tu non dimosterrai in alcuna parte;
ma tanto cela il tuo tormento amaro,
ch’Amor, Morte o Fortuna dia riparo.85