Pagina:Lorenzo de' Medici - Opere, vol.1, Laterza, 1913.djvu/42

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36 ii - comento sopra alcuni de’ suoi sonetti

non cosí comuni ciascuno a quelli che la bellezza sua e massime gli occhi mostravano, nelli quali si verificava molto quello che dice Dante in una sua canzona parlando degli occhi della donna sua:

Ella vi reca Amor come a suo loco.

Veramente, quando la natura li creò, non fece solamente due occhi che fiso li risguardassino, secondo che da loro fussino amati o odiati, ma il vero luogo dove stessi Amore e insieme la morte, o vero la vita e felicitá degli uomini. Cominciai allora in quel punto ad amare con tutto il cuore quell’apparente bellezza, e di quella che non appariva, la opinione e indizio, che ne dava tanto dolce e peregrino aspetto, mi fece nascere un incredibile desiderio; e dove prima mi maravigliavo non trovando cosa che io giudicassi degna d’un sincero amore, cominciai avere maggiore ammirazione, avendo veduto una donna che tanto eccedesse la bellezza e grazia della sopradetta morta. Ed in effetto, tutto del suo amore acceso, mi sforzai diligentemente investigare quanto fussi gentile ed accorta ed in parole ed in fatti; e in effetto trovai tanto eccellenti tutte le sue condizioni e parti, che molto difficilmente conoscer si poteva qual fussi maggiore bellezza in lei, o del corpo o dell’ingegno ed animo suo. Era la sua bellezza, come abbiamo detto, mirabile: di bella e conveniente grandezza; il colore delle carni bianco e non ismorto, vivo e non acceso; l’aspetto suo grave e non superbo, dolce e piacevole, sanza leggerezza o viltá alcuna; gli occhi vivi e non mobili, sanza alcun segno o d’alterigia o di levitá. Tutto il corpo sí bene proporzionato, che tra l’altre mostrava dignitá sanza alcuna cosa rozza o inetta; e nondimeno, nell’andare e nel ballare e nelle cose che è lecito alle donne adoperare il corpo, ed in effetto in tutti li suoi moti, era elegante ed avvenente. Le mani sopra tutte le altre, che mai facessi natura, bellissime, come diremo sopra alcuni sonetti, alli quali le sue mani hanno dato materia; nell’abito e portamenti suoi molto pulita e bene a proposito ornata, fuggendo però tutte quelle fogge che a nobile e gentile donne non si convengono, e servando