Pagina:Loti - Pescatori d'Islanda.djvu/157

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Tutt’a un tratto dei passi di uomo, dei passi precipitati sulla strada. Ad un’ora simile chi poteva passare? Ella si drizzò, rimossa fino al fondo dell’anima, col cuore che le finiva di battere....

Si arrestavano vicino la porta, e salivano i piccoli scalini di pietra.

Lui?! Oh! gioia insperata, lui! Avevano bussato e poteva anche essere un altro. Ella era in piedi, scalza; così debole da tanti giorni era saltata sveltamente come i gatti, le braccia aperte per abbracciare il suo adorato.

Senza dubbio la «Leopoldina», era arrivata la notte a Pors-Even — ed egli accorreva a lei.

Maud aveva pensato tutto questo con la sveltezza del fulmine. Ed allora nella sua rabbia si rompeva le dita ai chiodi della porta, per tirare quel lucchetto che era cosi duro....

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— Ah!

E indietreggiò lentamente, oppressa, con la testa ricaduta sul petto. Il suo bel sogno di pazza era finito. Non era che Fantec il loro vicino... Appena comprese che non era lui, che niente del suo Yann era passato nell’aria, si sentì ripiombata nello stesso abisso spaventevole.

Il povero Fantec si scusava: sua moglie, stava peggio ed ora era il loro fanciullo che soffocava nella culla, preso da un male alla gola; così era venuto a domandare aiuto mentre egli andrebbe di corsa a chiamare il medico a Paimpol....

Che cosa le importava tutto ciò? Divenuta selvaggia nel suo dolore, non aveva più niente da dare alle pene degli altri. Affondata su di un banco, restava davanti a lui con degli occhi fissi, come una morta, senza rispondergli, senza ascoltarlo, senza neanche guardarlo. Che cosa poteva importarle ciò che raccomandava quell’uomo?