Pagina:Lucifero (Mario Rapisardi).djvu/200

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CANTO UNDECIMO





Argomento.


Canto all’Italia: le tre civiltà; l’Alighieri; l’ultima guerra d’indipendenza; l’ossario di Solferino; il traforo del Cenisio. — Lucifero arriva; apostrofa al Po; scende in Toscana; è ricevuto nella casa d’Egeria, dove si adunano i più famosi genj dell’Arte moderna. — Le donne emancipate; il filologo Macrino; un poeta demagogo; un commentatore di Dante; Delio gazzettiere; il gangetico Assalonne. — Il poeta Olimpio e la sua dama. — Lucifero, creduto spiritista, finge evocar l’ombra del divino poeta; il quale fulmina sdegnosamente poeti svenevoli e atrabiliari, drammaturghi da scuola e da piazza, musici intronatori ad istrioni bastardi. — Olimpio, che si offende sfida l’eroe a un duello; ma questi si rifiuta con parole di superbo disprezzo.


    Dalle nevate cime
Di quest’alpe famosa io ti saluto,
Di gloria e di dolor magion sublime!
Ti veggio alfin! Qual suole
5Nocchier che lungamente erra perduto
Per l’irata del mare onda funesta,
Se da lontan vede la terra e il sole,
Crede a speranza il petto,
Tale al tuo primo aspetto
10Dice il mio cor: la nostra patria è questa!

    Non io, perchè più terso
S’apra il ciel su’ tuoi campi e il dì sorrida,
D’egregie lodi accenderò il mio verso.
Fra gl’iperborei geli
15Avvien talor che rigorosa e fida
Splenda virtù, quando per liete rive,



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