Pagina:Lucifero (Mario Rapisardi).djvu/274

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lucifero

Sussultando la terra, e bianchi in viso
Fuggono i passegger, cade un divelto
Sasso, e paura ai fuggitivi accresce;
495Così a quel poco tentennar divisi
Lor cascano li teschj rilucenti,
Che balzando e mettendo orrido un suono
Ruzzolan sul marmoreo pavimento.
Come vediam dietro ad arancia o mela,
500Che per trastullo il genitor gli lancia,
Correre il fanciullin con passo incerto;
Quando più crede che le sia da presso
E già già la raggiunga, ad afferrarla
Gittasi, e quella che ad avverso oggetto
505Battuta è intanto, retrocede o volge
Per via diversa, e il seguitor delude,
Tal dopo ai proprj teschj si lanciarono
I mutilati scheletri; da terra
Li raccattâr; fra’ cricchiolanti carpi
510Li strinsero, e con fiero atto al morente
Li avvicinâr, mostrandoli. Fremea
La turba, come avvien, quando improvviso
Balza aquilon tra l’arido scopeto
Infuríando; ma parola o voce,
515O moto alcuno non mettea l’oppressa
Anima del morente: il dubitoso
Spirito avea tutto negli occhi; un cupo
Rantolo gli stridea per entro ai duri
Visceri, perocchè, simile a un ferreo
520Non unto filo di dentata sega,
L’ultime fibre gli rodea la Morte.
S’avvivarono a un tratto i mozzi capi,
E battendo le labbra e le palpèbre
In terribile forma, e sangue e detti
525Fuori gemean della divisa strozza.
S’appressarono allor quanti d’intorno



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