Pagina:Luigi Barzini - Al fronte (maggio-ottobre 1915).djvu/14

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x prefazione


i più attivi nel conflitto delle nazioni, ed ha raggiunto alcuni risultati positivi che le condizioni difficili del terreno e la studiata e intensa preparazione del nemico rendono mirabili.

Di tutte le fronti della guerra europea, la nostra è senza paragone la più aspra. Dei giornalisti francesi e inglesi che conoscevano i campi di battaglia di Francia, di Russia e dei Dardanelli, il corrispondente del Bund di Berna, ufficiale nell’esercito svizzero e perciò competente della guerra di montagna, gli attachés militari degli eserciti alleati, hanno tutti, senza riserve, espresso il loro profondo stupore e la loro ammirazione avanti allo spettacolo inaudito delle difficoltà che il nostro esercito ha superato e supera. Eravamo all’inizio dominati e minacciati da ogni parte dalle posizioni avversarie. La nostra avanzata è stata ovunque un’ascesa, una scalata, un assalto a giogaie, a pendici, a declivi, a vette, e le forme più moderne della guerra, abilmente applicate dal nemico, hanno sovrapposto alle asperità prodigiose della terra barriere formidabili di fortificazioni continue.

La tattica nuova, i mezzi che l’industria attuale fornisce alla guerra, la possibilità di nascondere le fanterie nel cemento e nell’acciaio e di proteggerle con reticolati senza fine, con