Pagina:Macbeth.djvu/56

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ATTO SECONDO. 53

Desto all’urlo del lupo, vigilante
Suo svegliator, coi muti e lunghi passi
D’un fantasma notturno s’incammina
Vèr l’opra iniqua che lo tira. O salda
Immobil terra, non udir la pesta
Dei passi miei! Tradir le sorde pietre
Potriano il mio proposto, e insiem cozzando
Quel silenzio turbar che lo protegge.
- Io qui minaccio, ed ei là vive! Ė freddo
Soffio la voce sul bollor dell’opra.
Un passo, ed è compiuta.
(Suono di campanello.)
Ecco il segnale!
Non udirlo, Duncano! Un suono è questo
Che nel cielo ti chiama o nell’inferno.
(Entra nella stanza del re.)

SCENA IV.

LADY MACBETH indi MACBETH

lady.
Ardimento mi diè ciò che travolse
L’intelletto in color; mi diè la fiamma
Soffocata in que’ petti.... Udiam!... La voce
Luttuosa del gufo. Il tristo augello
M’invia l’augurio della notte. -- All’opra
Egli sta; l’uscio è schiuso. Avvinazzati
Sono i custodi, e beffano russando
L’incarco della veglia. Un tal potente