Pagina:Maffei - Verona illustrata I-II, 1825.djvu/72

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42 dell’istoria di verona

ger Levi, gente Ligure: nè Libui, nè Levi stetterò in in questa parte mai, ma bensì di là e presso il Po. È dunque indubitato ch’error de’ trascrittori e non dell’Istorico è in questo luogo Verona; e chi volesse persistere in attribuirlo a lui, indiscretezza gli userebbe ch’ei non usò con altri, quando trovando numeri e somma inverisimile ne’ libri di Valerio Anziate, disse voler più tosto credere error nel copista, che bugia nell’Autore (lib. 38: malim equidem librarii mendum, quam mendacium Scriptoris). Coloro che vinti dalle ragioni, per impegno non pertanto ripugnar vogliono, millanteranno qui i manuscritti, e il non aver noi tratta quest’emendazione da nissun codice. Ma qual bisogno v’e mai di codici, dove tant’evidenza, risplenda? Non per autorità d’esemplari gli antichi Critici rigettavano quel verso d’Omero in proposito di Salamina, ma perchè contenea sentimento falso e ripugnante ad altri luoghi del Poeta medesimo. A mal partito sarebber le buone lettere, se non si potessero emendar mai gli Autori antichi, se non per manuscritti. Leggesi in tutte le stampe e ne’ testi a penna di Tolomeo, ch’era ne’ Cenomani Budrio, luogo cui Strabone e la Tavola Peutingeriana mettono a sei miglia da Ravenna. Non potrem noi senza manuscritti dir che va letto Bedriaco, ch’era su l’Olio e nel cuor de’ Cenomani? In tutte le stampe di Strabone tra le città Venete e in Greco e in Latino si legge Ordia, Epiterpo, Ucetia (lib. 5), e tra le genti Galliche si trovano Isombri e Sumbrii: non ci sarà lecito senza appoggio di manuscritti di