Pagina:Maffei - Verona illustrata IV, 1826.djvu/101

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antichità cristiane 95

In fronte della piccola tribuna; o sia nicchia, si vede S. Michele in piedi con due grand’ali, e pallio e tunica, e con la diadema o sia nimbo in capo, sottile e dritto baston nella destra, e grossa palla su la sinistra: vi è scritto S̅C̑S̅ MICHΛЄL. Qualch’altro nome o parola si vede presso le figure sempre col punto alto, e a mezo della lettera, secondo l’uso delle lapide antiche. Sopra la nicchia è dipinta una città, che dee intendersi per Gerusalemme: dalle parti Angelo e Vergine Annunziata in piedi. Sotto S. Nazario e S. Celso con nimbo, e laureola nell’una, e corona nell’altra mano. Nelle pareti i dodici Apostoli, sei per parte, senza simboli: il primo a dritta è S. Pietro col nome sotto. Nell’incavatura o ricetto, che sussiste a dritta, si vede in alto una gran mano, per la quale uso era di figurar Dio Padre, che non si rappresentava in figura d’uomo, e nel muro il battesimo del Salvatore: Angelo tien lo sciugatoio; due piccole figure d’uomini sedenti versano acqua da’ vasi nel fiume. In giù dove la Chiesa da una parte s’allarga, par sia figurato il monte Horeb, donde Mosè fece scaturir l’acqua, e uomini che la guardino con maraviglia, e vadano a prenderne; ma poco si distingue. Il pavimento era a musaico, e ne rimane gran parte, ma senza cosa notabile. Tutte le figure hanno sandali in piedi: gli Angeli son del tutto vestiti; così si fecero fin nel 1400, e così fecegli anche Giovan Bellini. Sovvienmi che dice Pausania nel libro nono, come così eransi fatte dagli antichi Gentili le Grazie, quali gli artefici avean poi preso a far nude.