Pagina:Maineri - Ricordi delle Alpi.djvu/31

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brogio 27

neri per Zino: mia moglie spiegava la cosa dicendo, che ciò proveniva dalla sua rassomiglianza con me; e sarà una debolezza, ma io a queste parole mi sentivo montar in capo i fumi della vanità, e davo una buona stretta di mano e un abbracciamento alla mia donna.

Ma questa predilezione sembrava così naturale, che non ci fu mai nessun mal umore tra loro, nè potevo provarne alcun rimorso, perchè in fondo in fondo li amavo tutti dello stesso affetto.

Correva il 1845, e s’era alla prima domenica di luglio, giorno che nel paese di Torre si festeggia la consecrazione della Chiesa parrocchiale.

Sin dal mattino, chiesta prima licenza a me e a sua madre, vi si avviò tutt’allegro in compagnia di Cecco, suo secondo fratello; il minore e le sorelle si trattennero con noi in Arquino, quel paesucolo che vedete lassù, dove noi tutti siam nati.

Avevamo a nostra volta divisato di recarci tutti insieme a passar il dopo pranzo in Torre per ritornare poscia unitamente sul tardi.

Allora, come sapete, gli austriaci ci tenevano le zanne sul collo; e, a dirvi il vero, se c’era cosa che mi desse uggia o mi gravasse lo stomaco, era la vista di que’ musi stranieri. Io non so di lettere, io, e tanto