Pagina:Maineri - Ricordi delle Alpi.djvu/49

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l'uovo del mondo 43

figurava una lotta fra nimica titanica gente, la quale mostrasse una sola parte delle strane membra in quella bizzarrissima ebollizione o rigurgitamento di acque, sì che l’accesa fantasia travedeva ora lo stendersi d’un omero gigantesco, ora un dorso cavallino, or una gamba sterminata, ed ora un colossale avambraccio.

Arrogi a questa scena di fragore continuo, l’altra non così viva, ma certo non meno sorprendente, del maggior lago; il tonfo tosto soffocato di due grossi sassi che gittai, a prova, da quell’altezza; e finalmente quella specie di fascino onde s’è naturalmente colpiti in ogni manifestazione della natura; e non mi recherai a colpa, se la mente, nei pochi istanti, che quasi impietrito rimasi a contemplare le acque sottostanti, corse sull’ippogrifo della fantasia, e mi rappresentò in quel plumbeo elemento i sogni trasparenti che ti stendo, o l’uovo del mondo.

VII.

L’uovo del mondo.

Era uno spazio grande, grande,... infinito, tinto dal colore della mammola impallidita.

Pareva, che ivi l’etere, tenuissimamente