Pagina:Maineri - Ricordi delle Alpi.djvu/71

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cosa bella e mortal passa e non dura. 67


tinata, e le mie nari voluttuosamente eccitavansi alla freschezza dell’ auretta, per cui sembrava non esercitassero alcun influsso i calori estivi. Era un’ora di calma, di quelle in cui facilmente lo spirito si obblia ed è, quasi suo malgrado, trasportato di fantasia in fantasia, inconscio di quanto gli passa d’intorno, tratto — per associazione — d’idea in idea, di meditazione in meditazione. Li abbiamo tutti questi momenti; come potrei sottrarmivi io? E il passato ha un non so che di fascino per le anime sensibili e piene d’amore, per chi forse troppo s’innamorò della gioia; chè la gioventù passa il suo periodo di farfalla, i vanni alle terga e la mente cupida dell'infinito, sognando, persistentemente sognando l’amore, ch’è bene, principio e fine d’ogni nobile e delicata cosa.

Allora, nello sfondo del quadro — quadro omai si fosco e lontano — apparisti tu, Maria, occhi color viola, capelli biondi,... più ancora di ambra filata, discorrenti liberaramente alquanto ricciutelli a mo’ di cherube; e le labbra tumide e coralline, quale rosa sciolta sul primo mattino dalla stretta importuna del bocciuolo: e vidi, o di veder mi parve l’intiero tuo sembiante, onesto e sereno, soffuso di quell'unica grazia e celestiale verecondia, che Bernardino Luinoseppe sovra-