Pagina:Malombra.djvu/178

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CAPITOLO III.


Ascetica.


Le campane di R... suonavano, un’ora dopo, a distesa, e l’allegro suono cadeva sui tetti del paesello, si spandeva giù per i prati, cercava per le colline, per le montagne, ogni casupola dispersa. Una riga di fazzoletti oscuri si vide salir lentamente la via tortuosa della chiesa, scivolar nella gran porta nera come formiche nel formicaio: poi vennero frotte rapide di gai fazzoletti rossi e gialli, qualche tardo ombrellino pretensioso, altre frotte di cappelli a cencio che si aggrupparono nel sagrato.

Steinegge passò anche lui fra quei gruppi con Edith, l’accompagnò in chiesa e ne uscì un momento dopo. Prese il sentiero che s’inerpica su pel monte imminente alla chiesa e salì fino a certi sassi imboscati d’allori; là uscì dal sentiero e si gittò a sedere.

Ecco la contessa Fosca, tutta trafelata, benchè sia venuta in barca fino a R...; dietro a lei Giovanna e Catte; poi, a rispettosa distanza, Momolo che guarda trasognato come se fosse nel mondo della luna. Sua Eccellenza è scandolezzata del cugino che non viene a Messa e della cuginetta che ha scelto quel momento per farsi accompagnare a spasso da Nepo. Sua Eccellenza si propone dì pregare fervorosamente per sè e per suo figlio che non è in colpa se perde Messa per certi riguardi che il Signore capirà. Essa vede Edith e va a sederle vicino con grande scompiglio delle contadine