Pagina:Malombra.djvu/233

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— Non sono mica poi tanto povera, la vede. Son mica signora, magari, ma il mio vecchio guadagna ancora qualche cosa, e io, come posso, eh, perchè son già sessantatrè e passa, la gerla voglio portarmela qualche anno ancora. E poi il Signore ci sarà anche per noi due. Dunque, reverissi, neh, stieno bene, facciano una buona passeggiata.

Ella curvò il capo sotto il carico e fece atto di riprendere tentennando il cammino fra i ciottoli, i frantumi di tegole e le immondizie. Marina trasse il suo portamonete d’avorio e glielo pose bruscamente in mano.

— Ah, cara Madonna! — esclamò la vecchierella — io non lo voglio. Non lo voglio, cara Lei. Non lo voglio proprio mica. Ciao, ciao, — soggiunse poi intimorita da un gesto e da un’occhiata di Marina. — Ah, signèli, è troppo. Ciao, ciao, come vuole Lei. Ah, signèli!

— Buon giorno — disse Marina, e passò avanti.

Escita dal tanfo di letame e di putredine, ella si voltò; dovette leggere una parola benevola sul viso di Edith.

— Io non sono virtuosa — diss’ella — io non ridomanderò questo a Dio. Io non sono amichevole verso coloro che non amo, con il nobile fine di acquistare un biglietto pel paradiso. Del resto, Lei non può fare per me che quanto Le ho detto; scrivermi dove abita, che fa il signor Silla.

Edith tacque.

— Teme — disse Marina — ch’io voglia farlo assassinare?

— Oh no, so bene che non lo ama — rispose Edith sorridendo.

Marina si sentì afferrare il cuore da una mano fredda. Ella passava allora presso la cisterna. Buttò le braccia sul parapetto e porse il viso al fondo. Il solo suono della parola ama le riempiva l’anima. Non lo ama, aveva detto Edith: ma la negazione era caduta inavvertita,