Pagina:Malombra.djvu/250

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Si udì la voce lontana del Rico che gridava:

— Uuh-hup! Uuh-hup!

Voci di mandriani rispondevano:

— Uuh-hup! Uuh-hup!

Parean saluti al sole che aveva levato il suo raggio dall’erba e saettava la cima del sasso bianco. Il tremolìo diffuso delle campanelle s’avvicinava da tutte le parti all’alpe di C... accovacciata in un seno erboso sotto le scogliere. Le vacche vi si avviavano a file, a drappelli, accodandosi le une alle altre sugli angusti sentieri, trottando giù dai brevi pendii, sbrancandosi lente nei prati, fermandosi di tratto in tratto a levar il muso e muggire.

Il Rico gridava sempre:

— Uuh-hup!

Marina si scosse, si volse a Edith e le disse:

— Andiamo. Adesso è passato davvero.

Edith la pregò ancora di parlare, di confidarsi a lei.

— Le ho detto tutto — rispose da capo Marina. — Non potrei ora ripeter quello che Le ho detto. Non lo sento più. Metta che vi fosse in me un sentimento ch’io ignoravo. Ad un tratto ha divampato, mi ha preso alla gola, al cervello, dappertutto. Ma è stata una vampa sola. Adesso è morto. Non lo sento più. Non so nemmeno più se fosse dolore o sgomento. Sa, quando si entra in una via sconosciuta viene sempre questo dubbio: — E se sbaglio? Se mi perdo? — Non dura, ma viene. Senta; se in avvenire udrà parlare di me, contro di me, si ricordi questa sera. Allora capirà, forse.

— Spero che non udrò parlare contro di Lei.

— Oh!

Tornate sul sentiero, trovarono il Rico fermo ad aspettarle. Si faceva tardi, era freddo. Scesero in fretta verso Val... Marina non parlava, seguiva i suoi pensieri. Solo dopo una mezz’ora di cammino prese il braccio di Edith e le disse:

— Glielo racconti.