Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/182

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172 conc. gen. dell’equil. econ. [§ 70—73]

ancora rivolgersi per tale operazione ad una persona che trasforma le merci, ad un produttore.

71. Serberemo a quest’ultima operazione il nome di produzione o di trasformazione, e diremo produzione oggettiva o trasformazione oggettiva la produzione, astrazione fatta da chi la compie, quale la compirebbe, per esempio, per proprio conto, l’individuo che gode della merce trasformata.

72. Riguardo alla trasformazione oggettiva, dobbiamo distinguere tre categorie di trasformazioni, cioè:

1.° Trasformazione materiale; per esempio, la trasformazione di grano in pane; quella dell’erba del prato (e occorre anche aggiungere l’uso delle superfici del suolo e di fabbricati) in lana delle pecore, ecc.
2.° Trasformazione nello spazio; per esempio, il caffè del Brasile trasformato in caffè in Europa.
3.° Trasformazione nel tempo; per esempio la raccolta di grano presente conservato e trasformato in grano disponibile tra qualche mese; e viceversa, il grano consumato ora, reintegrando poi la quantità di grano col prodotto della futura raccolta, col che si è trasformata economicamente quella futura raccolta in un bene presente (V, 48).

73. Ma non basta; l’argomento non è esaurito e ci sono altri legami ed ostacoli, che costituiscono il secondo genere di ostacoli. Un individuo, per esempio, ha 20 kg. di grano; ne baratta 10 per 15 kg. di vino, e poi altri 10 ancora per 15 kg. di vino. Così in totale ha barattato i suoi 20 kg. di grano per 30 di vino. Oppure principia col barattare 10 kg. di grano per 10 di vino; e poscia 10 kg. grano per 20 di vino. In tutto ha ancora barattato 20 kg. di grano per 30 di vino.