Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/31

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[§ 32-33] principii generali 21

per esempio, in certi grossi volumi in folio, siano scritte le leggi che seguono i prezzi di tutte le merci. Saremo ben lontani dall’avere un concetto del fenomeno dei prezzi. L’abbondanza stessa delle notizie che si trovano in quei molti e molti volumi ci torrebbe dall’avere un concetto qualsiasi del fenomeno dei prezzi. Perciò il giorno in cui un individuo, dopo di avere sfogliato tutti quei documenti, venisse a dirci che: la domanda scema quando cresce il prezzo, egli ci darebbe una notizia preziosissima, sebbene allontanandosi molto, ma molto più, dal concreto che i documenti da lui studiati.

Perciò l’economista, come d’altronde chiunque studi fenomeni molto complessi, ha ad ogni piè sospinto da risolvere il problema che sta nell’indagare sin dove deve spingere lo studio dei particolari. Il punto in cui conviene fermarsi non si può determinare in modo assoluto, e secondo lo scopo a cui si mira conviene spingersi più o meno innanzi. Il produttore di mattoni, che indaga a quale prezzo li potrà vendere, deve tenere conto di altri elementi di quelli considerati dallo studioso che ricerca, in genere, la legge dei prezzi dei materiali da costruzione; e diversi elementi dovrà anche considerare chi ricerca non più le leggi di prezzi speciali, ma bensì la legge dei prezzi in generale.

33. Lo studio dell’origine dei fenomeni economici è stato fatto con cura da molti scienziati moderni, ed è certamente utile dal punto di vista storico, ma cadrebbe in errore chi stimasse per quella via poter giungere alla conoscenza delle relazioni tra i fenomeni che accadono nelle nostre società.

Tale errore riproduce quello dei filosofi antichi, quali ognora volevano risalire all’origine delle