Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/37

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[§ 39-42] principii generali 27

se è vera o falsa. Ma se si dicesse che: lo Stato non deve emettere cattiva moneta; si avrebbe una proposizione che nulla ha che vedere colla scienza. L’esserci stato sin ora in economia politica proposizioni di quel genere, scusa il gergo di coloro che dicono che l’economia essendo scienza morale sfugge alle norme delle scienze naturali.

40. Badisi che la proposizione ora rammentata potrebbe essere ellittica, ed in tal caso diventerebbe scientifica, ove opportunamente si togliesse l’ellissi. Per esempio se si dicesse che lo Stato non deve emettere cattiva moneta se si vuole ottenere il massimo utile per la società, ed ove fosse definito coi fatti ciò che s’intende per quel massimo utile, la proposizione diventerebbe suscettiva di verificazione sperimentale e perciò sarebbe scientifica (§ 49 nota).

41. Vana e folle è la pretesa di certi uomini che affermano la propria fede essere più scientifica di quella di altri. Fede e scienza non hanno nulla di comune, ed in quella non può esservi più o meno di questa. Ai giorni nostri è sorta una nuova fede che afferma ogni essere umano doversi sacrificare al bene «dei piccoli e degli umili», e i suoi credenti discorrono altezzosamente delle altre fedi, da loro dannate come poco scientifiche, e non s’avvedono quei miseri che il loro precetto non ha maggior fondamento scientifico di qualsivoglia altro precetto religioso.

42. Dai tempi più antichi sino ai giorni nostri gli uomini sono stati tratti a voler mescolare e confondere le proposizioni X colle Y, e da ciò ha origine uno dei maggiori ostacoli al progredire delle scienze sociali.

I credenti nelle proposizioni Y invadono ognora