Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/412

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402 la popolazione [§ 91-96]

mente intesi dai suoi oppositori, da far nascere il dubbio se questi siano in buona fede.

92. Se paragoniamo coi fatti quella teoria del Malthus, vediamo che, in un caso particolare, quello cioè dell’Inghilterra, nel secolo XIX, la popolazione crebbe secondo una progressione geometrica, con periodo di raddoppiamento di circa 54 anni; ma che la ricchezza crebbe secondo una progressione anche più rapida; onde in quel caso la progressione aritmetica non corrisponde in nessun modo alla realtà (Cours, § 211, 212).

93. Similmente, il Malthus va molto al di là dell’osservazione dei l’atti, quando afferma che gli ostacoli appartengono necessariamente a una delle tre classi seguenti: la moral restraint, il vizio, e le misere condizioni della vita (misery). Tale classificazione ha solo per scopo di costringere gli uomini a ricorrere alla moral restraint.

94. 2.° Una parte descrittiva e storica, in cui l’autore vuole dimostrare l’esistenza e gli effetti dei due ultimi generi di ostacoli ora accennati. Egli dico che il primo genere «opera scarsamente sugli uomini nello stato presente della società», sebbene l’astensione dal matrimonio, quando si consideri indipendentemente dalle conseguenze morali, operi potentemente, presso i popoli moderni, per ridurre il numero delle nascite.

95. 3.° Una parte polemica, in cui l’autore vuole dimostrare che lo star bene, o male, degli uomini dipende quasi esclusivamente dal restringere più o meno il numero delle nascite; e poco o niente dipende dall’opera del governo nè dall’ordinamento sociale. Tale parte è manifestamente erronea.

96. 4.° Una parte precettiva. L’autore ha scoperto la panacea universale, cioè la moral restraint,