Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/485

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[§ 54] fenomeno economico concreto 475


Le eccezioni sono di poco momento; non sarebbe tale, in generale, la combinazione cbe abbiamo indicato (VI, 47): quando cioè si può, invece dei prezzi costanti per le successive porzioni della merce, sostituire prezzi diversi all’interno del paese e all’estero, e quando ciò possa recare una conveniente riduzione del costo della merce; poichè, in quella combinazione, il prezzo scema passando dal primo stato al secondo, il che è proprio l’ opposto dell’effetto di un dazio protettore.

Si può modificare il caso studiato (VI, 47); si può cioè supporre cbe, col libero cambio, si produca 100 unità di una merce X, col costo 5, e che si venda a quel prezzo di 5. Gli imprenditori non fanno dunque nessun utile. Poscia, mercè un dazio protettore, vendono 90 unità, in paese, al prezzo di 6, e 60 unità, all’estero, al prezzo di 4. In tutto dunque, vendono 150 unità ricavandone 780.

Il costo di produzione di quelle 150 unità deve essere maggiore di 4,67, altrimenti gli imprenditori non avrebbero bisogno di un dazio protettore, e potrebbero vendere 100 unità in paese, al prezzo di 5, e 50 unità, all’estero, al prezzo di 4, ricavando in tutto 700, che sarebbe una somma pari al costo. Supponiamo dunque che il costo sia di 4,80. Le 150 unità costeranno 720 agli imprenditori; e poichè ne ricavano 780, fanno un utile di 60. Ma i consumatori perdono 90; ed è una somma maggiore di quella che guadagnano i produttori. Questa conclusione è generale1.


  1. Sia a la quantità che si produce col libero cambio, al prezzo p; poscia, quando, mercè un dazio protettore, il prezzo in paese è p', sia b la quantità che si vende in paese, e c la quantità che si vende all’estero, al prezzo p''. Sia,