Pagina:Manuale di economia politica con una introduzione alla scienza sociale.djvu/500

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490 fenomeno economico concreto [§ 74-75]

di quei due fenomeni, indicando col termine di periodo ascendente della crisi il periodo di straordinaria attività, e col termine di periodo discendente della crisi, il periodo di depressione.

Tale definizione della crisi è per altro poco precisa. I movimenti del complesso economico sono continui; ai minori neghiamo il nome di crisi, ai maggiori lo concediamo; ma come si distinguono questi da quelli? Sarebbe necessario di darne almeno una certa misura. Ciò non essendo possibile, rimangono i casi estremi pei quali non c’è dubbio, ma per gli intermedi non si può con sicurezza fare uso della proposta terminologia. Accade alcunchè di simile per i termini: giovane, vecchio, usati per indicare l’età dell’uomo.

75. La crisi non è che un caso particolare della gran legge del ritmo che regola tutti i fenomeni sociali1. L’ordinamento sociale dà la forma alla crisi, non opera sulla sostanza, che dipende dall’indole dell’uomo e dei problemi economici. Vi sono crisi non solo nel commercio e nell’industria privata, ma ben anche nelle aziende pubbliche. I municipi hanno periodi in cui trasformano le città, e periodi in cui si restringono e non fanno nuovi lavori; gli Stati non hanno mai costruito le ferrovie in modo uniforme: ci furono periodi in cui ne costruivano moltissime, altri periodi in cui ne costruivano pochissime; ogni tanto in Inghilterra, si osserva un panico navale, cioè la nazione teme l’invasione forestiera, onde si approvano alla lesta grandi spese per il naviglio; seguono poi periodi di quiete, in cui scemano quelle costruzioni di nuove navi.


  1. Systèmes, I, p. 30.