Pagina:Manzoni.djvu/118

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116 l’urania — l’idillio manzoniano.

Nè pago il Fauriel di tradurre in francese il poema che il Bággesen avea composto in tedesco, invitava il Manzoni a tradurlo in italiano. Ma il Manzoni, che in-

    tava impressioni ed idee, in contradizione e lotta continua fra lo spirito romantico ed il classico, fra la fede e lo scetticismo. Il nostro giovane Manzoni, per mezzo del Fauriel, conobbe il Bággesen in Parigi fra gli anni 1806 e 1808, e fu tra i suoi più caldi ammiratori. Il Fauriel non fu amico inutile dei letterati e filosofi, dei quali divenne famigliare; com’egli rivedeva, prima della stampa, gli scritti del Tracy, attirava il Cabanis alle ricerche storiche, come più tardi traduceva e raccomandava ai Francesi le tragedie del suo Manzoni, così, innamoratosi della Parteneide del Bággesen, imprese a tradurla e quasi a rifarla, facendola precedere da una introduzione, ove scriveva il Sainte-Beuve: «A la définition délicate qu’il donne de l’idylle, à la peinture complaisante et suave qu’il en retrace, je crois retrouverà travers l’écrivain didactique l’homme heureux et sensible, l’hôte de la Maisonnette et l’amant de la nature.» Il Fauriel confessava poi che, primo il Bággesen, nella Parteneide, gli aveva dato: «le sentiment des Alpes,» e per questo pregio gli perdonava molte stranezze; il Botta ed il Manzoni parteciparono a quell’ammirazione. Quando nel 1810 il Fauriel pubblicò finalmente la Parteneide in francese, il primo gli scriveva: «Vous avez rencontré des beautés pures et presque angéliques, vous avez été attiré vers elles, vous les avez saisies, vous en avez été pénétré et nous les avez rendues avec le ton et le style qui leur conviennent;» il secondo, come scrive il Sainte-Beuve, "réinstallé à Milan, adressait A Parteneide une pièce de vers allégoriques dans le genre de son Urania, et il semblait se promettre de faire en italien une traduction, ou quelque poème analogue sur ses montagnes. Voici» prosegue il Sainte-Beuve «un passage dans lequel il exprime l’impression vive qu’il ressentit lorsque la belle Vierge lui fut présentée par son second guide, par ce cher Fauriel, qui la lui amenait par la main. Manzoni nous pardonnera d’arracher à l’oubli ces quelques vers de sa jeunesse, ce premier jet non corrigé (non corretto, est-il dit en marge); il nous le pardonnera en faveur du témoignage qu’il y rend a son ami:»

    ......... Col tuo secondo duca
    Te vidi io prima, e de le sacre danze
    O dimentica o schiva; e pur sì franco.