Pagina:Manzoni.djvu/213

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le strofe del marzo 1821. il cinque maggio. 211

oltraggiosa, ma pure scritta dal Manzoni, quando il colosso napoleonico non lo poteva più ferire, scemi una parte dell’efficacia potente che avevano que’ due mirabili versi.1

  1. In un articolo intitolato: Storia dei maneggi letterarii in tempo del dominio di Buonaparte, inserito, alla caduta del primo Impero, nel secondo numero del giornale Lo Spettatore, leggiamo cho parecchi del così detto partito filosofico che manteneva idee repubblicane e però avverse a qualsiasi tirannide, finirono con far la corte al primo Console e poi all’Imperatore. Il poeta Lebrun riguardava come soverchia degnazione, come una discesa, il sedersi del Buonaparte sul trono dei re:

    Et l’heureux Bonaparte est trop grand pour descendre
    Jusqu’au trône des rois.


    Il poeta Chénier, pel suo Ciro, riceveva una pensione di seimila franchi. Non mancarono i poeti genealogisti. L’Esmenard, per esempio, faceva discendere il Buonaparte da un Baldus re degli Ostrogoti, e lo fingeva parente del re di Svezia Gustavo IV. «Il padrone disgradò la ridicola adulazione, non fece alcun caso di quell’ostrogoto lignaggio, e nobilmente dichiarò che la famiglia Buonaparte incominciava dal 18 brumaio, êra di salute per la Francia. Pure il poeta genealogista, sulle prime fischiato, dopo due o tre anni ricavò frutto dalla sua cortigianeria.» Nell’elogio del Viennet proferito all’Accademia francese dal conte di Haussonville, troviamo che il Viennet repubblicano avea risposto all’Esmenard con un’Epistola, ov’era questa strofa:

    J’estime tes aïeux, mais j’aime mieux te voir
    Être grand par toi-même, et ne leur rien devoir.
    La France, en t’elevant au trône de ses maîtres,
    A compté tes hauts faits, et non pas tes ancêtres.


    Dicono che l’Imperatore, pur ignorandone l’autore, abbia molto gradito l’Epistola, e siasi esso stesso preso la briga di divulgarla. Quanti fatti consimili avrà avuto occasione di notare e però di ricordare il giovine Manzoni in Francia ed in Italia, e quanto disgusto deve egli aver provato alla caduta di quel Gran-