Pagina:Manzoni.djvu/35

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il manzoni ed il parini. 33

     Cui, di maestro a me poi fatto amico,
     Con reverente affetto ammirai sempre,
     Scola e palestra di virtù.

E i consigli dell’Imbonati non sono altro, in somma, se non quelli che si trovano già espressi nei versi sentenziosi del Parini. Il Manzoni sentì che erano veri, e li fece suoi proprii, per seguirne i precetti. Scegliere il vero per farne argomento e fondamento

    il Manzoni, e persuaderlo; il Carme In morte dell’Imbonati ha perfetto riscontro di pensieri ed anche di parole con essi:

          Dall’alma origin solo
             Han le lodevol opre.
             Mal giova illustre sangue
             Ad animo che langue. —
             — Chi della gloria è vago
             Sol di virtù sia pago.
     — Giustizia entro il tuo seno
             Sieda e sul labbro il vero.—
             — Perchè sì pronti affetti
             Nel core il ciel ti pose?
             Questi a Ragion commetti,
             E tu vedrai gran cose.
     — Sì bei doni del cielo,
             No, non celar, garzone,
             Con ipocrito velo,
             Che alla virtù si oppone.
             Il marchio, ond’è il cor scolto,
             Lascia apparir nel volto.
          Dalla lor mèta han lode,
             Figlio, gli affetti umani.

    Si può, si deve combattere per la patria, ma chi vince

                    Pietà non nieghi
             Al debole che cade.

    Soccorriamo il povero, e l’uomo si mostri fido amante e indomabile amico.

    Il Giusti, nell’Elogio del Parini, scriveva: «La Lombardia perdè il suo poeta e non poteva cadere in mente ai cittadini, che lo piangevano, di consolarsene nel caro aspetto di un fanciullo di