Pagina:Marinetti - Teatro.djvu/95

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Dolce

lottando ferocemente contro Bianca:

Aiuto! Aiuto!

Forte

svincolandosi, a Rosso:

Ti riconosco, canaglia! Sei la mia seconda anima! Sei l’inquisitore, il tormentatore! Ti credi mio padrone? Non lo sei, non lo sarai! Sei un colore. Io sono il tuo volume. Senza la mia memoria, non puoi vivere. Ne ho poca!... Tu pretendi di monopolizzarmi. Non voglio! Sono a tua disposizione, per la lotta finale. Ma non qui! (Poi, rivolgendosi a Dolce) A fra poco, Dolce mia. Mi sbrigo con questa canaglia e torno.

Dolce

Hai ragione. Non è questo il luogo per definire dei vecchi rancori. Mi libero da questa stupida cosí detta amica e torno. Dopo, ci ameremo in pace e senza testimoni.

Forte

E senza interruttori.

Sipario

Tre secondi, poi due colpi di revolver.

L’Autore

si presenta alla ribalta:

Volete certamente sapere che cosa significano queste due revolverate. Sono, a scelta, il suicidio di Forte e di Dolce; oppure, il suicidio della trapassata Bianca e del tramontato Rosso. A scelta, dico, a scelta, poiché ho orrore di un simbolismo preciso!

FINE

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