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Pagina:Marino, Giambattista – Adone, Vol. I, 1975 – BEIC 1869702.djvu/438

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436 le delizie


239.Segue il suo maschio per le vie profonde
la smisurata e ruvida Balena.
Va dietro a la sua femina per l’onde
ondeggiando il Delfin con curva schiena.
Qui con lingua d’Amor muta risponde
a l’Angue lusinghier l’aspra Murena.
Là con nodi d’Amor saldi e tenaci
porge una Conca a l’altra Conca i baci.

240.Amano l’Acque istesse. Elle sen vanno
al fonte original, ch’a sé le ’nvita;
e s’al bel corso, che lasciar non sanno,
è precisa la via piana e spedita,
tal con forza amorosa impeto fanno,
che s’apron rotti gli argini l’uscita.
In seno il mar l’accoglie, e ’n lor trasfonde
prodigamente il proprio nome, e l’onde.

241.Ricetta il Tortorel con la compagna
(bello essempio di fede) un ramo, un nido.
E se l’un poi vien men, l’altra si lagna,
e fère il Ciel di doloroso strido.
La Colomba gentil non si scompagna
dal consorte già mai diletto e fido:
coppia in cui si mantien semplice e pura
l’innocenza d’Amore e di Natura.

242.Teme il Cigno d’Amor la face ardente
vie più che ’l foco de l’eterna sfera,
e più d’Amor l’artiglio aspro e pungente
che de l’Aquila rapida e guerrera.
L’Aquila ancor del fulmine possente
ministra, e d’ogni augel Reina altera,
noi teme meno, anzi d’altrui predace
fatta preda d’Amor, d’Amor si sface.