Pagina:Marino Poesie varie (1913).djvu/66

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54 parte prima

     Non piú lieto trionfi
quel che lá per la piaggia
del verde Egitto sette rami spande,
e che rapido e grande
Asia d’Africa parte, e non si gonfi
perché tonando caggia
e di secreto fonte origin traggia!
     Giá lo scetro ti porge
quel tuo superbo frate,
ch’ambe di Tauro l’arenose corna
di verdi pioppe adorna;
giá quel con gli altri a riverirti sorge
che con l’onde beate
riga gli orli di Dio, famoso Eufrate.
     Né solo a te l’Oronte,
l’Istro, il Tago, il Peneo
tributari e soggetti il ciel destina;
ma t’onora e t’inchina,
pur com’abbia da te principio e fonte,
l’Eusino, l’Eritreo,
e, col padre Oceán, l’Adria e l’Egeo.
     Tu questa dea sublime
inchina sol, che doma
l’alme latine, e de’ tuoi sacri colli
di fior leggiadri e molli
veste le falde ed alza al ciel le cime;
onde si canta e noma
Roma donna del mondo, ella di Roma!