Pagina:Martinetti - Saggi e discorsi, 1926.djvu/168

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È noto che Ceretti, dopo i primi studi nel Seminario di Arona e presso i gesuiti di Novara, formò a sè stesso liberissimamente, attraverso letture, viaggi e studi svariati, la propria coltura. Un elemento importante della sua coltura furono i viaggi: che egli intraprese dall’età di ventun anni per tutta l’Europa, errando, come i saggi antichi, senza meta, col solo fine di vedere la varietà degli uomini e dei loro costumi. Egli viaggiava a piedi, con la massima semplicità, andando sempre

... come capita, col pieno
Meriggio, col sereno,
Colla piova,
Col baio, con la luna,
Con la varia fortuna,
Con li vari linguaggi,
Per monti e piani, per città, villaggi,
Con la natura,
Con la spensierata anima sicura.

Viaggiava fingendosi operaio o bracciante, riposando negli abituri dei contadini, accompagnandosi a frotte di zingari o di vagabondi, sì che

... il galantuomo un po’ sovente
Scontrandolo per via, molto prudente
Si tenne al largo e anco talvolta alcuna
Equivoca congrega
Lo salutò collega.

E in realtà l’aspetto suo non doveva esser molto tranquillante, se una volta che entrò in un’aula della Sorbona per sentirvi una lezione, fece arrestare stupefatti discepoli e docente. Ma queste peregrinazioni, così bizzarre nell’apparenza, furono per lui una ricca sorgente di osservazioni e di esperienze profonde sugli uomini e sulle cose anche nell’età più matura.

I primi amori del Ceretti furono per la poesia. Dal 1843, anno in cui abbandonò la casa paterna per recarsi a Firenze, fin verso il 1860 si occupa di storia, di scienze, di letteratura, ma piuttosto di poesia: i principali scritti di questo periodo