Pagina:Martini - Trattato di architettura civile e militare, 1841, I.djvu/133

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di fr. di g. martini. 113

per molte età occulte: et al presente sonno: avvengha che a molti para da qualche breve tempo in qua si sia ritrovata la architectura: perochè senza arrogantia et suspitione di debita reprensione si può dire che tutti li edifitii moderni sieno pieni di errori et di parti senza la sua debita proportione et simetria: Non dubito punto che da molti ignoranti et presuntuosi sarò ripreso perchè non è possibile a ogni homo satisfare: essendo tante sententie diverse quanti homini: ma io non avendo di questo molestia solo questo merito de le fatighe mie aspetto che da qualche intelligente in alcuna parte mi sarà rendute grazie se non chome determinatore almeno chome motore de li altri ingegni più sublimi et virtuosi: et perchè è approvata sententia di tutti li platonici et peripatetici la divisione di qualunche tutto in le sue parti essare una de le principali vie per le quali a notitia de la chosa ignota si perviene. Onde non deviando da la predetta verità affermo l’arte et scientia della architectura (della quale secondo la forza del mio debile ingiegnio intendo tractare) sufficientemente dividersi in settee tractati principali. In lo primo si determinarà di alcune proprietà generali a ciascuno delli altri 6 particolari seguendo la sententia d’Aristotile nella sua phisica dove insegnia che dalle cose universali in le singulari nelle scientie bisogna procedere. In lo secondo delle aderenti parti delle città et castella: in lo terzo della edificatione et supplemento de li porti marittimi: in lo quarto di più ingegnose forme defensive et offensive delle roche et fortezze: in lo quinto delle convenienti et ornate parti delli Sacri tempi; in lo sesto delle congrue et commode abitationi de li palazi et case; in lo settimo et ultimo di alcuna ingegnosa macchina et instromento chosì offensivo per la arte militare, chome chommode per lo victo dell’omo si tractarà».

I primi quattro libri formano la prima parte che estendesi a tutto il f.o 42 r.o, ove comincia la parte seconda che tratta meramente dei templi sacri, comprende cioè il solo libro quinto, dal foglio 42 v.o al 56 r.o: al 36 v.o incomincia la terza parte ed ultima nella quale sono i libri sesto e settimo. Che questo codice sia di epoca posteriore al trattato I dissopra esaminato, chiaramente risulta dalla sola lettura (anche


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