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172 trattato

La qual cosa essendo al maestro di stalla nota e ai famigli, è cagione di farli per timore rettamente operare. Di questa ciascuno può estrarre le proprietà che ad una completa stalla si ricercano.


CAPO VII.

Dei granai.

Ultimatamente circa alla prima parte principale che delle proprietà comuni considera, è da vedere ciò che si richiede al luogo conservativo dei frumenti che ne danno il pane, ovvero il cibo più necessario e più utile alla vita dell’uomo. Dove è da considerare che i frumenti nati in diversi terreni, ricercano diverse conserve: onde dico che se i frumenti fussero nati in luoghi bassi, o in piani, o in luoghi molto grassi, o veramente s’avessero a conservare in terra molto umida, allora i granai, o conserve loro, debbano esser volte in verso borea, e non potendo in verso borea, sieno in verso ponente per contemperare la loro superflua umidità e renderli durabili più che si può (1). Ma se il frumento fusse nato in luoghi montuosi, leggeri o magri, allora perchè per se medesimi sono generalmente assai durabili, se li vorremo conservare gran tempo, bisogna volgere la conserva loro medesimamente verso settentrione, perchè il vento borea è molto conservativo dalla putrefazione: ma bene è vero che molto li diminuisce e consuma, restringendoli a minor quantità per la grande sua siccità. Ma se i detti frumenti s’avessero a seminare, vendere ovvero mangiare in non molto lungo tempo, si debba volgere la sua conserva verso ponente o mezzogiorno: massime quando il luogo dove si avesse a edificare fusse di natura secco o frigido; e la ragione di questo per le cose innanzi dichiarate è manifesta. E così sia determinato delle parti comuni.

  1. Vitruvio (lib. VI, 9); il quale però dice che i granai debbano esser volti a tramontana o greco.