Pagina:Mastriani - La cieca di Sorrento 1.djvu/117

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supremo? Si certo, ma ad un tal religioso sentimento andava congiunta la profonda convinzione della impossibilità dei mezzi dell’arte per ridonarle la luce degli occhi; epperò, invece di commiserar sè medesima, toglieva internamente a compiangere suo padre’ e Geltrude, che, a suo credere, abbandonavansi in preda d’illusoria speranza.

Dappoi che circa un quarto d’ora era passato nel raccoglimento da parte del medico, e nella lotta di contrarie passioni da parte degli altri astanti, Oliviero si alzò.

Egli era pallido... commosso... agitato.

— Domani, disse al Marchese, vi farò noto il mio pensiero.

— E vivrò fino a domani in questa tremenda incertezza? sclamò il padre.

— Diciassette anni e un giorno di più, rispose freddamente Blackman, alludendo al tempo da che Beatrice era cieca, secondo gli si era testè raccontato.

La voce di Blackman messo aveva un brivido nelle ossa della fanciulla, ed un’ombra di confusa e tristissima ricordanza le passò pel cervello.

Il Marchese e il medico erano usciti.

Il pranzo fu brillantissimo e allegro: perocchè il marchese Rionero, avvezzo alla vita del bel mondo e alle convenienze della buona società, si abbandonò insieme coi suoi convitati a tutta quella espansione di cuore, cui sovente si abbandonano gli uomini onesti e dabbene. Alla comune giovialità straniero era stato sola-